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I Green Day entreranno ufficialmente nella Rock and Roll Hall of Fame – Intervista a Billie Joe Armstrong

[Articolo tratto da Rollingstone.com – traduzione di Greendayitaly.com]

Solo poche band riescono ad essere introdotte nella Rock and Roll Hall of Fame nel primo anno in cui sono idonee. Quando Billie Joe Armstrong è venuto a sapere che i Green Day erano una di quelle band, riusciva a malapena a elaborare la notizia. “Ho dovuto fare una passeggiata”, dice. “Sono finito in un Cafè, mi sono seduto e mio figlio è venuto ad incontrarmi. Gliel’ho detto e lui: “Oh mio dio, non è possibile”. C’è voluto un po’ di tempo per capirlo. Siamo in una compagnia incredibile e sto ancora cercando di dare un senso a tutto questo. E’ semplicemente incredibile.”
Il cantante ha parlato con Rolling Stone  sulla importanza della induzione e sui 25 anni di carriera dei Green Day.
Che cosa significa questo per te a livello personale?
Per me, rock ‘n roll non è un termine obsoleto. Per me, significa libertà. E’ stato un modo per me di esprimermi e sono eternamente grato per il fatto che sono stato in grado di farlo praticamente per tutta la mia vita. Non ha mai perso quel significato per me, sia che io stesso sia un fan oppure per i fan dei Green Day. E’ solo la cosa più liberatoria del mondo. Il fatto che stiamo ottenendo riconoscimenti per questo, è una sensazione incredibile.

Deve essere strano rendersi conto adesso che sei nella band da 25 anni.
Stavo parlando con Mike [Dirnt] e stavamo cercando di capirlo. Il primo disco che abbiamo pubblicato [l’EP 1000 Hours] era nel 1989 e lui aveva 16 anni. Io ne avevo appena compiuti 17. Eravamo ancora nel bel mezzo della pubertà per l’amor di Dio. Il fatto che abbiamo continuato in questa cosa, in cui crediamo, per tanti anni è incredibile. E’ un fatto unico che abbiamo iniziato così giovani. E’ quasi bizzarro. Eravamo ragazzini strani. Abbiamo avuto modo di essere strani insieme e creare questa cosa chiamata Green Day per tanti anni… Letteralmente, che strano viaggio.

Quando avete iniziato a suonare in piccoli punk club in California, immagino che la cosa più lontana dalla vostra mente sia stata la Rock and Roll Hall of Fame.
Ci conosciamo da quando avevamo 10 anni. Siamo cresciuti come i ragazzi di MTV. Credo che ad un certo punto, quando abbiamo iniziato ad entrare nel punk rock, abbiamo pensato che non avremmo mai seguito questa strada. Non abbiamo mai pensato che saremmo effettivamente finiti su MTV. La roba che era lì era tutta superficiale. Non lo so, amico. E’ solo un viaggio.

In passato siete stati a molti eventi della Hall of Fame, ma immagino che questo sarà un po’ diverso.
La prima volta che ci siamo mai andati, abbiamo suonato all’induzione dei Ramones e abbiamo suonato un po’ delle loro canzoni. La Rock and Roll Hall of Fame ha sempre significato qualcosa per me perché i miei eroi erano lì. Lo so che è ancora un’istituzione giovane, ma io guardo ai dischi rock classici come classici moderni. Penso a Tommy degli Who e penso che dovrebbe essere suonato come qualcuno che interpreta Beethoven. Questo è ciò che il rock & roll ha sempre significato per me. Sono i classici moderni del 20° secolo e ora del 21 °.

E’ piuttosto fantastico che verrete indotti nello stesso anno di Joan Jett and The Blackhearts.
Dio mio. È ottimo. Sono così felice per lei. Uno dei primi dischi che Mike e io abbiamo avuto, deve essere stato nel 1983, è stato I Love Rock and Roll. Il fatto che sia una donna così tosta, e la merda che probabilmente ha dovuto affrontare con una scena rock maschilista, è tutto motivo di onore di essere vicini a lei.

Sei anche un grande fan di Stevie Ray Vaughan and Double Trouble, giusto?
Sì. Non so se ne siete a conoscenza, ma ho questa chitarra baby Blue che ho avuto da quando avevo 11 anni. Quando ero al liceo, ho messo la scritta “BJ” sulla chitarra ed è nel video “Basket Case”. In realtà l’ho fatto perché Stevie Ray Vaughan aveva un “SRV” sul battipenna della sua chitarra. E’ davvero strano il modo in cui sono andate le cose e hanno fatto questo cerchio completo.

Sei in parte dispiaciuto per il fatto che soltanto pochi dei tuoi gruppi punk preferiti siano stati introdotti?
No. Non è per loro [ride]. Non lo so. Penso che alla fine saranno introdotti. Pensate a gruppi doo-wop e gruppi blues e musicisti country che dopo essere stati introdotti si sciolgono. Otterranno questo riconoscimento. Sono sicuro che lo faranno. Ma non è una mia responsabilità [ride].

E’ bello che la cerimonia torni a Cleveland l’anno prossimo. C’è sempre una vera e propria grande atmosfera al Public Hall.
Ero lì l’anno che i Guns N ‘Roses sono stati indotti. Questo è stato solo un viaggio.

Sono sicuro che ci sarà meno “dramma” quest’anno rispetto a quello.
Sì. Guardo Mike e [il batterista] Tre [Cool] e quello che abbiamo fatto, pensiamo ai nostri fan e a come tutto sia ancora intatto e il nostro rapporto sia ancora lì. Io e Mike viviamo ad un paio di isolati l’uno dall’altro. Abbiamo vissuto ad un paio di isolati l’uno dall’altro per tutta la nostra vita. A volte penso al modo in cui ci siamo incontrati. E’ successo perché il nostro distretto scolastico è andato in bancarotta. Hanno dovuto chiudere una delle scuole e hanno creato una scuola media che andava dal 5° all’8° grado. Mike andava a scuola dall’altra parte della città, ma siamo finiti nella stessa scuola. Grazie a Dio per la bancarotta.

In piedi sul podio insieme sarà un grande momento.
Sì, con lui e Tre, appena… merda. In piedi uno accanto all’altro a ricevere tutto. Siamo tutti in uno stato surreale in questo momento.

E’ bello che voi siate ancora una band attiva e rilevante. Spesso le cose non vanno in questo modo.
Siamo una famiglia. Ho sempre voluto avere quel clima in cui facciamo le cose nel modo in cui abbiamo imparato a farle nel corso degli anni punk. Abbiamo gestito tutto sempre in modo collettivo e siamo in grado di dirci le cose che dobbiamo dire, ma siamo anche in grado di ascoltarci a vicenda. Non è perfetto. Niente è perfetto. Abbiamo questo legame ed è sulla musica. Siamo una “gang” e siamo sempre stati così.

E’ pazzesco pensare che siano passati 10 anni da American Idiot, che è arrivato 10 anni dopo Dookie. Ci si sente come se questi ultimi 10 anni siano passati molto più velocemente rispetto ai primi 10.
E’ strano. Più si è vecchi più il tempo passa più velocemente. Vorrei che non fosse così, ma è così. Mi piace invecchiare. Se avete intenzione di cercare di combattere l’età, è una battaglia persa. Non c’è modo, cazzo. L’unica cosa che si può fare è portare sempre quel sogno d’infanzia con voi. Non voglio mai perderlo. E’ quel barlume che è sempre nei nostri occhi. E’ per questo che amiamo quello che facciamo.

La band ha suonato l’ultima volta a marzo. Cosa state facendo in questo periodo di inattività?
Abbiamo un sacco di faccende pesanti in questo momento. Tutti hanno bisogno di stare con le loro famiglie. Ci teniamo in contatto l’uno con l’altro. Se adesso dovessi dire, “Hey man, facciamo un album in questo momento!”, gli altri sarebbero del tipo: “Sei fuori di testa, cazzo?”. Me ne rendo conto E’ bello mantenere un po’ di distanza dal processo creativo, perché si finisce per voler tornare a farlo ancora di più quando arriverà il momento giusto.

Stai pensando di poter iniziare a scrivere o registrare un nuovo album l’anno prossimo?
Penso al prossimo anno con l’obiettivo di tornare a ritrovarsi e stare insieme di più. Voglio essere sicuro che la testa di tutti sia nel posto giusto e vogliano iniziare a farlo di nuovo. Penso che questo sia un momento importante per noi per riflettere. Con la Hall of Fame qui, possiamo guardare indietro con gratitudine e riflettere con gratitudine senza sentirsi come se fosse una sorta di viaggio nostalgico.

Abbiamo sempre voluto andare avanti, qualunque cosa sia accaduta. Questo è estenuante. Inoltre, la moglie di Mike si sta appena riprendendo dal cancro al seno. E Jason White [a cui è stato recentemente diagnosticato un cancro tonsille] sta attraversando la stessa battaglia in questo momento. Dobbiamo essere lì l’uno per l’altro in un modo diverso, piuttosto che in piedi l’uno accanto all’altro suonando molto forte.

Avete intenzione di suonare alla cerimonia?
Sì, penso di sì. Questo è il piano.

Come farete a scegliere tre canzoni ne avete così tante?
Non lo so. Ci arriveremo. E’ difficile perché ci sono gli anni Lookout che sono importanti per noi. Sarebbe bello suonare qualcosa di quegli anni che per noi sono significativi. Staremo a vedere.

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