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Milano, 16 gennaio 2005

Concerto MEMORABILE (definito dallo stesso Billie Joe a TRL oggi, “the craziest show in Europe”) al Filaforum di Assago, …

E’ stato indubbiamente il miglior concerto che abbia mai visto (e ho visto i REM, mostri sacri del rock americano, perciò..), i Green Day sono stati davvero “amazing”! Il gruppo supporter erano i New Found Glory, una giovane band punk rock americana. Mi sono piaciuti abbastanza, ma – per essere obiettiva – per un livello come quello raggiunto negli anni dai Green Day probabilmente devono fare tanta strada. I New Found hanno cominciato a suonare alle otto, e hanno tenuto uno show di mezz’ora circa. Poi warm up prima del concerto e alle 21, praticamente esatte, dopo un bellissimo intermezzo comico consistente in un uomo vestito da coniglio rosa, evidentemente ubriaco e con una bottiglia di birra in mano, che ha ballato e gesticolato sulle note di “YMCA” dei Village People, sono saliti sul palco e hanno dato il via all’unica data italiana del loro tour europeo per promuovere l’ultimo album, “American Idiot”. Premetto che la location era delle migliori: dietro al palco il maxischermo che ha proiettato nel corso del concerto, scritte colorate e gli occhi di BJ, e da notare gli stupendi giochi di luce realizzati dai tecnici. La prima canzone è stata “American Idiot”. D’obbligo, oserei dire, per un tour in promozione di questo album. Già da lì ho capito che il concerto sarebbe stato fantastico: hanno reso la canzone uguale a come si trova nell’album, e si sa, questo è sintomo della bravura di un complesso…a mettere a posto voci e strumenti in studio siamo capaci tutti, ed è il contatto con i fans e la capacità sul palco che fanno di un gruppo dei veri artisti. Dopo “American Idiot” è stato il turno di “Jesus of Suburbia” e subito dopo di “Holiday”, canzone notoriamente anti- Bush e che BJ non ha esitato a “dedicare” a Gorge W. “fucking” Bush. Poi “Are we the waiting” e la successiva “St.Jimmy” che ha dato il via al delirio e al pogo più sfrenato. Se ci siamo contenuti con “American Idiot” – già canzone da pogo assoluto – con “St.Jimmy” non ci siamo trattenuti. Salti, spinte – lividi – e un canto a squarciagola da parte di TUTTO il Filaforum. Nel corso del concerto, durato un’ora e trequarti circa, hanno riproposto successi del passato a non finire e altre canzoni dell’ultimo lavoro. Hanno attinto addirittura da “1039 smoothed out slappy hours”, proponendo la bellissima cover di “Knowledge” degli Operation Ivy, presente in quel disco, conosciuta però da pochi (io ero una di quelli), poiché di un album del 1990… e visto che l’età media era davvero molto bassa…

Da Dookie, disco che è valso loro l’ingresso nel mainstream e nel cuore della maggior parte dei sostenitori, ovviamente “Basket Case” (che credo, sinceramente, conoscano pure i muri), “She”, “When I come around” e una bellissima “Longview” con piccola performance piccante da parte di BJ Armstrong che si è messo a simulare una masturbazione davanti a 12.000 persone. Da immaginarsi il delirio totale. Da Insomniac, che reputo il mio album preferito, hanno proposto Braistew/Jaded. Appena ho sentito che cominciava Brainstew (riconoscibilissima dall’intro di chitarra elettrica di BJ) ho pensato “No, non ci credo”. Da Nimrod, il loro album – dopo Insomniac – più criticato ma che contiene, secondo me, pezzi splendidi, quali “Haushinka” e “Scattered” hanno suonato “Hitchin’ a ride” che con l’irrefrenabile “one, two, one, two, three, four” a metà canzone ha coinvolto l’intera platea presente, “King for a day” che è stata sinceramente una grandissima sorpresa: non avrei mai pensato che mettessero un pezzo del genere, antipogo e se vogliamo antipunk-rock (le sonorità ricordano tutt’altro genere di musica per la presenza di tromba e trombone) ma che comunque adoro. Infine, da Nimrod, la bellissima “Good Riddance (Time of your life)” che ha chiuso lo show. Anche in questo caso, 12.000 persone, un sacco di accendini e tutti ad ondeggiare. Da Warning, album che è stato atteso, voluto, desiderato dai fans come me da lungo tempo, “Minority” di cui BJ ha ripreso, in un secondo tempo, la strofa “‘For crying out loud’ – she screamed unto me – a free for all, fuck ‘em all ‘you are your own sight’”. Spettacolare. Essendo, come detto, il tour promozionale di “American Idiot”, hanno proposto altre due canzoni dall’album, “Boulevard of broken dreams” e la dolcissima e “delicata” “Wake me up when september ends “, che per l’occasione BJ ha dedicato allo scomparso recentemente Johnny Ramone. In onore dei Ramones, i Green Day hanno intonato “Hey ho let’s go”, l’intro di uno dei pezzi punk più belli e significativi che sia mai stato fatto: “Blitzrieg bop”. Dei Ramones appunto. I Green Day sono generosi verso i “fondatori” del punk: tempo fa hanno fatto una splendida cover di “I fought the law” dei Clash, che ci hanno fatto sentire nel warm up, registrata, non dal vivo.

Ma il punto culmine del concerto è stato il tributo ai Queen. Dio, hanno fatto una versione da pelle d’oca di “We are the champions”. Fuori-programma, la cover di “Shout” la canzone diventata celeberrima in Italia poiché è la sigla del programma televisivo “Meteore” (credo..)…da panico. BJ che a metà canzone si è sdraiato per terra con la corona in testa (l’hanno fatta subito dopo “King for a day”), ha continuato a cantare e ad un certo punto è entrato uno della crew che gli ha steso il mantello regale sulla schiena…quell’uomo è davvero un idolo. Ha riso, scherzato, giocato con noi, ci ha fatti sognare, commuovere, pogare di brutto, battere le mani, cantare e cantare.

Il livello musicale è a dir poco esaltante. I Green Day suonano insieme da tanti anni, addirittura Billie e Mike da 17 anni. Sono assolutamente perfetti insieme, coordinati, si mescolano alla perfezione. Non ho sentito errori – neanche quando saltavano con gli strumenti (cosa tipica per le band punk), non ho sentito stonature. MAI. Hanno preparato il concerto con una certa meticolosità, ed è riuscito davvero molto bene. Non ho molte parole per descriverlo, perché ero assolutamente sbalordita, da tutto.. Ho sempre davanti agli occhi BJ, la sua espressione…il suo modo di suonare, i salti con la chitarra ben ferma in mano, il suo essere istrione. E anche i pantaloni da “carabiniere” di Mike. Vi giuro, il capo di abbigliamento più brutto che io abbia mai visto. E il sold out del Filaforum.

“Hey ho let’s go” a tutti.

Stefania

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