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Pop Disaster Tour, Saratoga, NY, 4 giugno 2002

Green Day at Pop Disaster Tour in Saratoga, 4/6/02 by Matt

Cominciò tutto alle 4.00 circa. Fu quando arrivammo allo Spac (il centro artistico di Saratoga). Notai che il palcoscenico principale (un anfiteatro che si apriva sul resto del parco) era chiuso con un nastro di avvertimento giallo circa 50 piedi lontano dal retro dell’ultima fila (con le guardie di sicurezza sistemate lungo il nastro separate 15 piedi da esso) per controlli del suono e per pura abitudine. Si sostenne che ciò fosse divertente per almeno una mezzora mentre i Blink testavano il loro equipaggiamento, poi provarono i Green Day e suonarono anche quasi tutta 2000 Light Years Away e infine ci furono i Saves The Day.

Decidemmo di farci strada verso il secondo palco dove i Custom stavano cominciando l’ultima canzone della loro serie chiedendo alla folla se ci fossero lì dei padri con le loro fottute figlie. I Custom finirono “Hey Mister” con gli applausi e una scappata verso la tenda degli autografi. In quel momento le nuvole del cielo iniziarono ad aprirsi e iniziò a piovere. Così ci rifugiammo sotto un albero e ascoltammo mentre due band suonavano le canzoni della loro serie. Verso le 5.30 si gironzolava di qua e di là e tutti sapevano che il palco principale sarebbe stato aperto verso le 6.00. Il secondo palco aveva appena finito che la gigantesca massa di 15.000 persone (va bene, non così gigantesca, ma in un parco piccolo fa numero) si faceva strada verso il nastro giallo e verso le guardie ugualmente colorate. Approssimativamente verso le 5.30 la folla divenne incessante e i vincitori del concorso e i proprietari dei biglietti del backstage erano diventati troppi. Così, a spintoni, condussi (o almeno così sembrava) la nostra sezione oltre le guardie e tutti si slanciarono di culo verso il teatro. Direi che un buon 25% di noi era entrato nell’arena quando le guardie obbligarono tutti a ritornare nel prato. Qui ci fecero aspettare fino alle 6.30 fino a che cominciarono a controllare i biglietti facendo entrare tutti. I Saves The Day uscirono e ci fu un bell’applauso. Suonarono una belle serie di canzoni e da dove ero seduto, potevo vedere che anche Billie Joe, Mike e Mark (dei blink 182, ndw) stavano apprezzando (erano su un lato del palco, conversando e scuotendo la tesa e tenendo il tempo per la maggior parte delle canzoni). Dopo aver detto che i Green Day erano i prossimi ci fu un immenso boato, e i Saves The Day si lanciarono in un’altra canzone e poi lasciarono il palco. A quel punto uscii fuori e mi procurai un paio di “Yohoo”. Ritornai al palco barcollando con una bottiglia di birra. Billie tirò fuori una canna e la gente impazzì. Dopo averne prese un paio di boccate e aver buttato fumo nell’aria lasciò il palcoscenico con una grande reazione del pubblico. Il leggero affievolirsi della luce provocò un grande e innegabile boato di tutta folla, comprese le guardie. Le sirene e le luci viola si accesero e i Green Day attaccarono con Maria e un paio di canzoni esplosive che fecero cantare tutti a squarciagola. Fuori il terreno era assiepato di gente in maniera pazzesca e le persone iniziarono a buttarsi in ciò che io chiamavo il buco nero (un enorme depressione tra la folla riempita da alcune persone che correvano e si buttavano una contro l’altra). La gente iniziò anche a fare lo “stage diving” e a scomparire per alcuni secondi alla volta. Ad ogni modo i Green Day finirono “Maria”, cominciarono “Longview” nella quale in molte parti della canzone e in seguito in altre canzoni, eg! li incitò la folla a riempire gli spazi vuoti e a cantare in coro molte frasi. Billie Joe ebbe facilmente in pugno la folla per tutto lo spettacolo. Garantisco che se avesse detto loro di andarsene per qualche minuto, l’avrebbero fatto. A un certo punto disse che c’era bisogno di più gente nel buco, e naturalmente tutti volevano andarci. Li prese in giro, li fece fermare e li fece andare più lenti, ma alla fine erano tutti bloccati, ma senza dubbio esaltati. Billie Joe continuò per tutto lo spettacolo suonando canzoni come “Brain Stew”, “Jaded”, “2000 Light Years Away” (che suonarono con eccellente precisione e calma, anche se Billie suonava alcune parti con la chitarra dietro la schiena ottenendo così un’altra grande reazione del pubblico). A un certo punto Billie chiese anche se nessuno si masturbasse e la folla andò in brodo di giuggiole (non intendo un gioco di parole) e procedette lui stesso a procurarsi un orgasmo, facendo prima movimenti circolari con i fianchi infilandosi le mai nelle mutande che si annusò dopo averle tirate fuori! Ora, non appena seppi che stavano andando tour feci un cartello con scritto “io so suonare la chitarra meglio di te” sperando che durante lo spettacolo, quando suonavano “Knowledge”, Billie l’avrebbe notato e mi avrebbe preso sul palco. Ora, lo so che un ragazzo sul balcone non ha chances ma m’immaginavo che le mie possibilità sarebbero raddoppiate col cartello, vedendo che nessun altro, per quanto potessi dire, aveva un cartello come me. Bè, quando giunse il momento, ! lui chiese per il batterista, il bassista e, finalmente, per il chitarrista. Sicuramente appena udii le prime note della canzone, misi il cartello sopra la mia testa, sperando mi chiamasse. Quando stava decidendo per il chitarrista, giuro che guardò nella nostra direzione, indicò e disse, “Hey, laggiù nessun sa come suonare?? E naturalmente tutti nel nostro reparto urlarono e indicarono il mio cartello, ma a dirla tutta, penso che io mio cartello possa averlo offeso perché non mi scelse. In ogni modo, mi divertii in ogni momento, tranne la parte in cui il bambino-chitarrista prese la chitarra di Billie Joe e andò a fare “stage diving”. Ma cosa posso dire, non mostrai il mio talento come chitarrista, bassista o batterista, ma va bene ugualmente. In seguito si ebbe la fondazione dei Green Day come gruppo punk-pop, con le canzoni di Dookie, e nonostante non sono necessariamente contro le persone che pensano che Dookie sia il loro album più importante, mi divertii tanto quanto i bambini di 10 anni che erano venuti con i loro genitori per sentire “Basket Case” o “When I Come Around”. Continuarono a suonare nuovi successi come “Minority” o “Waiting”, ancora con una grande reazione da parte del pubblico; era quasi come stessero cantando loro stessi. Finalmente, con la sua chitarra rabbiosa si mise di fronte agli altoparlanti mentre Tre cadeva sopra la sua attrezzatura e Mike rompeva il suo basso, infilandolo tra gli altoparlanti e buttandolo sopra l’attrezzatura di Tre. Billie mise la sua chitarra di fronte all’altoparlante e si prese il suo Paul Jr. e le luci si abbassarono. Suonò un’emozionante “Good Riddance” e se ne andò semplicemente dal palcoscenico lasciando la folla esaltata e carica di adrenalina che ne voleva ancora. Cercai un posto a sedere perché la mia adrenalina stava scendendo e cominciavo a sentire i miei piedi doloranti per aver saltato su e giù, la raucedine per aver cantato ogni canzone insieme agli Hey e gli Ho e naturalmente a “Shout” che avevano suonato prima. Il migliori spettacolo che avessi mai visto era terminato davanti ai miei occhi e non l’avrei mai dimenticato.

 

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