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ROB CAVALLO SUI GREEN DAY: Le cose buone arrivano in tre

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ROB CAVALLO SUI GREEN DAY: Le cose buone arrivano in tre

 

“Sei in questo viaggio” ha detto Rob Cavallo, presidente della Warner Bross su sull’autore Billie Joe Armstrong e leader dei Green Day “in cui continui a scrivere”.

 

Era il secondo viaggio di Cavallo in poche settimane alla Bay Area, dove Armstrong ancora una volta gli ha suonato nuove canzoni abbaglianti.  Aveva già accumulato un sacco di ottimo materiale, ma il rocker creatore di hit era chiaramente in fiamme e Cavallo – che ha sottoscritto la band nel 90 ed ha prodotto la maggior parte dei loro album (compreso il disco di diamante Dookie e il successo planetario American Idiot) – non voleva interferire con il processo creativo. “Non avevamo alcun tipo di pressione nel dover fare un album rapidamente” ha sottolineato “Quindi ho detto, ‘se ve la sentite andate avanti’”.

 

Armstrong ha viaggiato molto, soprattutto a New York,  dove è apparso a Broadway in American Idiot. Li è stato ispirato dall’energia creativa, come in altri posti, e si è reso conto  che le canzoni iniziavano ad uscire.

 

Il risultato di questa fase prolifica sono stati TRE nuovi album, ¡Uno!, ¡Dos! ¡e Tré!-che usciranno  tra fine settembre e metà gennaio. La prima parte uscirà il 25 Settembre, anticipato dal singolo di lancio “Oh Love” che ci porta nuovo materiale della band  in radio, da 21st Century Breakdown del 2009.

 

Inizialmente avevamo pensato di pubblicarli nel giro di tre settimane, uno per settimana” ricorda Cavallo. “ Abbiamo fatto un sacco di ricerche” . Cavallo ringrazia il dipartimento di marketing – che era comprensibilmente scoraggiato inizialmente, dalla prospettiva di potare così tanto materiale sul mercato in così poco tempo – per la sua diligenza. “Hanno scoperto che se colleghi tempi, singoli, tour, internazionale, licenza, brand partner e così via, la cosa migliore da fare era farli uscire a sei/sette settimane di distanza.” Non guastava poi che il materiale fosse così forte, lo staff della Warner Bross Records che mi ha parlato degli album, ritiene che verrà apprezzato maggiormente dai superfan veterani.

 

Cavallo è stato ancora una volta il produttore, favorendo un sistema di registrazione per lo più progettato dal vivo per catturare l’energia degli spettacoli frenetici dei Green Day. “Ci portavamo sempre nella giusta condizione mentale ogni giorno” osserva “E abbiamo ricavato delle ottime performances”  (Armstrong, il bassista Mike Dirnt ed il batterista Tré Cool sono stati raggiunti nel corso delle registrazioni dal secondo chitarrista Jason White che Cavallo dice “è praticamente il quarto membro”)

 

Per fortuna, la band aveva- con l’aiuto di Cavallo e l’ingegnere di fiducia Chris Dugan – messo in successione l’enorme scrigno di canzoni di Armstrong prima del tempo e l’hanno registrato per lo più in ordine. Questo, dice Cavallo, li ha aiutati a raccontare la “storia” di questa triade rock & roll molto più chiaramente.

 

¡Uno!, ¡Dos!, ¡Tré! non sono tre concept-album, ognuno di essi è a se stante, ma sono nematicamente legati insieme. “¡Uno! in certo senso rappresenta il sentimenti di divertimento che c’è prima di andare ad una festa” dice Cavallo “¡Dos! È sull’essere alla festa, in preda all’alcool, al sesso, alla droga ed al rock’n’roll e ¡Tré! è un po’ come il mattino dopo, quando ti svegli ed inizi a pensare alla tua vita”

 

Detto questo, il progetto è molto eclettico e mostra chiaramente come Armstrong sia fortemente cresciuto come scrittore, per non parlare della capacità della band nelle distorsioni e nelle sfumature. Il cuore di ¡Dos! (che uscirà il 11/13) è sessuato e scuro, ad esempio, ma questa festa centrale si conclude con ‘Amy’ un tenero elogio che  mette a nudo l’incidente l’incidente della festa, Amy Winehouse.  L’immediatezza emotiva e la finezza del pop classico di questa ballata composta solo voce e chitarra, invitano ad un confronto con i dischi da solista di John Lennon e  il lavoro senza mezzi termini soul di Billy Bragg.

 

“C’è ancora molto da dire sul voluminoso materiale di ¡Uno! ¡Dos! E ¡Tré! , ma per ora mi limiterò ad indicare solo alcuni punti salienti.”

 

I primi 5 brani che sbattono su ¡Uno! – la ritmata ‘Nuclear Family’ , la bramosa ‘Stay The Night’, la feroce e filosofica ‘Carpe Diem’ , la chiamata alle armi interne ‘Let Yourself Go’, la spaventosa e furiosa ‘Kill The DJ’ – costituiscono musicalmente un cazzotto mentre perlustrano un territorio emotivamente complesso. Sono cinque pezzi scritti perfettamente, diversi esempi di dove sono ora i Green Day” dice Cavallo “ Ogni volta che ascolto queste cinque canzoni le voglio di nuovo ascoltare un’altra volta”. Uno offre anche del sognante power pop (“Fell for You,” “Sweet 16”) e lo orna con richiami all ‘energia senza compromessi di Iggy Pop, dei Dead Boys, dei Bad Brains e di altri irriducibili punk (come in  “Loss of Control,” ed in “Trouble Maker”).

 

 

¡Dos! vanta (tra le altre tracce) inebriante, passaggio ormonale, come ‘It’s Fuck Time’ “Wild One” e “Makeout Party”; l’adorabile ballata acustica ‘Drama Queen’ ; la duplice e martellante ‘Nightlife’ ( con un sinuoso rap eseguito da Lady Cobra) e la folle pepita garage ‘“Wow, That’s Loud!,”il cui titolo non fa riferimento alla canzone ma ad un ‘abito da festa sporco’ che viene messo in mostra ( senza dubbi provvisori) da un amico notturno del narratore.

 

¡Tré! (uscirà il  1/15/13) è probabilmente il più ambizioso dei tre album,  legando insieme  le deliziose ed irresistibili “Missing You”, “Stray Heart” e “Sex, Drug and Violence” pop-rock; la stretta carica, con tinta gospel, di “Brutal Love” ; la sequenza oscillante di “Dirty Rotten Bastards” ( che Cavallo paragona a Jesus of Suburbia) ; il degno inno dell’Occupy ’99 Revolutions’ ed il cinematico finale alla Beatles ‘The Forgotten’ che conclude l’odissea con una splendida nota affermativa con :’ “Don’t look away,” ( non distogliere lo sguardo, ndr) Armstrong canta in tono esaltante, ‘from the arms of love.” ( dalle braccia dell’amore, ndr).

 

Cavallo è generoso nel lodare le persone che hanno fatto un’impresa con così tante possibili parti in movimento. Da i crediti al manager di lunga data della band, Pat Magnarella, per aver creato l’indispensabile ‘spazio protetto’ intorno a loro. E’ esuberante anche riguardo alla miriade di specialisti che hanno collaborato nella creazione dell’album, da Bill Schneider ed i diversi tecnici di strumenti (che da sempre accompagnano i Green day) al master mixer Chris Lord-Alge.

 

E’ un rischio far uscire tre Album, per chiunque, in poco più di tre mesi?

Certo.  Ma Cavallo – che stava suonando i riff di Roger McGuinn sulla sua Taylor 12 corde mentre parliamo- sembra indifferente. ‘Mi piace seguire un ‘artista’ dice ‘ se l’artista sta facendo qualcosa di vero e grandioso, la commercializzazione deve supportare la creatività , non il contrario, devi solo convincerti a non avere paura. “  

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