Arrivano i Green Day
Blink 182 al posto più alto ma Billie Joe Armstrong dei Green Day è la vera star del Pop Disaster Tour.

Ufficialmente, i Blink 182 e i Green Day sono Headliners allo stesso modo del Pop Distaster Tour, che ha avuto inizio col concerto al Verizon Wireless Amphitheater a Irvine lo scorso week-end.
Questo sembra dire che più o meno due band californiane pop-punk sono sullo stesso livello, ma è ovvio, che alcuni sono meglio di altri.
I Blink 182 si sono stabiliti in modo quasi permanente nelle classifiche rock-moderne negli anni passati, mentre i Green Day si avviavano a diventare qualcosa che facesse nostalgicamente parte del passato, con la loro ormai lontana ultima vera hit “Good Riddance” del 1997.
Come la band più attesa, i ragazzi dei Blink sono quelli che finiranno lo show, lasciando ai Green Day l’onore di aprire le danze.
Non c’è stato nessun dubbio fin dall’inizio su chi sarebbe stata la star di quel sabato sera.
Dal moneto in cui Billie è salito sul palco, è stato LUI, il re, il leader.
Insoddisfatto dal poco popolato pubblico, ha ordinato ai fan di alzarsi dai posti a sedere e alla security di lasciarli fare. Il crowd-surfin ha cosi’ potuto cominciare in meglio, come la band ha iniziato “Longview”.
Pochi attimi dopo, Billie era colui che ha imposto, interrompendo a metà ” Welcome to paradise”, ad un fan rissoso di guardarlo..”Guardami!” ha ordinato, “basta fare casino!”. Quando lo show ha riacquistato la calma, Billie ha trascinato la band nel mix previsto delle hits di “Brain Stew,” “Basket Case,” “When I Come arond” e qualche sorpresa come “Disappearing Boy” e “Shout” di Isley Brothers, sembrando la vecchia star degli anni ottanta in camicia in manica corta e cravattino bianco, Armsrong è anche apparso un pò più opportunista – e meno ubriaco- del solito. Ha avuto energia in abbondanza, con le sue parlate tra una canzone e l’altra, e l’esaltazione del pubblico al suono dei suoi assoli.
Billie Joe si è affermato un Re del Punk invitando tre ragazzi dal pubblico a sostituire la band. I tre punk sostituti si sono conosciuti e sono andati bene.
Dopo il nostro Billie, arrivano quei tre ragazzi vestiti bene che sono i Blink, che sembrano soffrire di una mancanza di carisma. Delonge è quello con la bassa voce che bestemmia un casino, Hoppus è l’altro che bestemmia un po meno…
Come i Green Day, i Blink hanno incitato il pubblico con ciò che di loro è più conosciuto: “What’s My Age Again,” “First Date” e “All the small things”. Queste canzoni suonano tutte allo stesso modo, ed è questo il problema. L’unica che sembra differente è “stay togethere for the kids”.
I blink hanno anche avuto problemi a misurarsi con la bravura mostrata dai Green Day sul palco ( e se vogliamo anche dai Jimmy Eat World). La band non ha infatti suonato molto bene, grazie anche al batterista Travis, che ha ancora molto da imparare. I fan dei Blink nella folla potevano essere contati sulle dita anche quando De Longe li intratteneva con i suoi discorsi adolescenziali, e hanno cominciato ad andarsene anche nonostante le ultime note della finale “dammit”.

I Jimmy Eat World hanno continuato con un solido ma indistinguibile set, che è finito con il loro singolo ” the Middle”. Aspettativi dal gruppo un posto al Coach House tra 20 anni in un “quelli che fecero colpo nel tour del 2000”, e i blink 182 ne saranno i principali ospiti…